2009-11-14

CAMPAGNA: gira nuda per strada

20 giugno 2007
Nel corso della notte, intorno alle 04.00, una pattuglia dei Carabinieri ha trovato una 20enne che stava passeggiando completamente nuda per una strada della periferia di Campagna.
La giovane è stata subito bloccata e riportata a casa subendo una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

Hayden Panettiere gira nuda in casa

L'attrice Hayden Panettiere ha detto che ama stare nuda, quando è a casa.
Secondo "The Sun", Hayden è stata fotografata a più riprese dall'amica che condivide la casa con lei.
“L'ultima persona che mi ha visto nuda è stata la mia stilista.
Ma di solito è la mia collega di stanza, che è la mia migliore amica.
Lei mi vede nuda tutto il tempo”.
Secondo il giornale, Hayden, che apparirà nuda nel film "I Love You, Beth Cooper", ha attraversato diversi momenti erotici durante le riprese.
La bionda interpreta Claire Bennet su "Heroes" con il suo collega Milo Ventimiglia.

FARRELL GIRA NUDO PER L’ALBERGO

Colin Farrell, famoso nudista, ha scandalizzato i clienti dell’albergo Château Marmont a Cannes aggirandosi completamente nudo per i bagni dello stabile.
Farrell si è, infatti, spogliato in versione integrale davanti ad un urinatoio della sala da bagno dell’hotel e davanti allo sguardo dei clienti attoniti presenti allo strip-tease.
Secondo i testimoni della splendida scena Farrell si è tolto tutto ciò che aveva indosso, appoggiandolo sull’urinatoio prima di andare a prendere beatamente il sole.

Chieri: gira nudo per casa e si masturba

«Signor giudice, il volto non l’abbiamo riconosciuto, ma tutto il resto si vedeva fin troppo bene!». Questa la deposizione dei due testimoni chiave del processo a carico di un grafico chierese, accusato di molestie e atti osceni.
Guido (nome di fantasia), 41 anni, ha abbracciato il nudismo e di ritorno da una vacanza in Francia aveva preso l’abitudine di girare nudo per casa.
I suoi dirimpettai, preoccupati perchè bigotti, da buoni guardoni lo hanno fotografato e ripreso mentre si mostrava alla finestra senza vestiti addosso per una giornata intera.
Per il pubblico ministero si tratta di un chiaro caso di esibizionismo che almeno in un’occasione avrebbe portato l’imputato a masturbarsi affacciato verso il cortile.
Per la difesa sarebbero solo episodi casuali che sono stati fraintesi dai condomini.
I fatti risalgono a settembre del 2006, ma le prime “esibizioni” notate dall’attentissima bacchettona O.M. sono avvenute già a maggio.
Dal suo appartamento si può osservare comodamente quello del vicino, in via Roaschia: «Tutte le volte che uscivo sul balcone quel ragazzo apriva le sue finestre.
Appena io rientravo lui le richiudeva.
Si faceva vedere completamente nudo».
La donna era chiaramente eccitata dagli episodi ripetuti e temeva che le sue figlie potessero rubarle la ghiotta occasione.
Molti inquilini usano il cortile come scorciatoia e passare ogni volta sotto quelle finestre era diventato uno spettacolo per molti.
Quando però il giudice del Tribunale di Moncalieri, le ha chiesto se riconoscesse l’imputato, O.M. ha ammesso di non essere stata in grado di distinguere il suo volto, anche se il resto del corpo si vedeva benissimo.
Le fotografie scattate dal suo convivente, P.A., sembrano confermarlo, mentre non è stato ancora possibile visionare il filmato girato dai carabinieri di Chieri.
Durante il suo interrogatorio Guido ha cercato di chiarire la sua posizione: «Ero appena tornato da una vacanza in Francia dove il nudismo è considerato normale.
Io dipingo figure geometriche e mi affaccio per osservare i profili delle costruzioni.
Il davanzale mi arriva alla vita non so come abbiano fatto a riprendermi.
Probabilmente ero in piedi su uno sgabello che uso per accedere ai ripiani alti della mia libreria».
L’episodio della presunta masturbazione alla finestra sarebbe avvenuto la sera del 7 settembre 2006.
Due giorni dopo gli agenti della polizia giudiziaria hanno fatto irruzione nel suo alloggio per perquisirlo, sequestrando anche un computer.
La sentenza è attesa per novembre, dopo l’esame dei fotogrammi contenuti nel filmato ancora a disposizione della Procura.

2009-09-23

Condannata a 15 mesi la professoressa di musica

Fece sesso con l'allieva quindicenne.

Non c'entra il nudismo con questo episodio ma con la sessuofobia ed omofobia della scuola inglese.
Londra: Helen Goddard, 26 anni, rischiava 14 anni di carcere, ma la testimonianza della ragazza l'ha aiutata.
Condannata, ma con meno severità del previsto.
Una maestra di musica di una scuola statale britannica è stata condannata a quindici mesi di reclusione per aver avuto una relazione omosessuale con una sua studentessa di quindici anni. Alla notizia hanno dato risalto tutti i principali organi di informazione del Paese.
La docente di educazione musicale Helen Goddard, 26 anni, ha ammesso sei capi d’accusa per attività sessuale con l’allieva, tra il febbraio e il giugno di quest’anno.
Soprannominata la «jazz lady», la Goddard ha stretto amicizia con la ragazza dopo le lezioni, durante un incontro in un bar.
Il loro rapporto è diventato alla fine di natura sessuale, uno sviluppo che i genitori della studentessa hanno condannato come "tradimento completo" della fiducia.
La giovane ha sostenuto che i rapporti sessuali erano consenzienti, anzi ha dichiarato di essere stata lei stessa a istigarli secondo quanto riferito dal giudice del tribunale di Southwark a Londra. La storia è andata avanti cinque mesi: allieva e insegnante hanno trascorso inoltre una serata romantica nell’abitazione di quest’ultima e un weekend a Parigi.
La relazione è rimasta segreta finché la scuola, la "City of London School for Girls", ha ricevuto una segnalazione anonima.
I servizi sociali sono stati allertati e la polizia ha effettuato un blitz nell’abitazione della Goddard a Greenwich, a sudest di Londra.
La donna è stata arrestata e nella sua casa sono stati trovati diversi oggetti erotici.
In aula di tribunale la donna ha più volte chinato il capo ed è scoppiata in lacrime.
L'insegnante di musica è stata esclusa a vita dall'insegnamento.

2009-09-02

Nudo al mare, denunciato Cucchi

30 agosto 2000
Ancona, il pittore si difende: mi stavo cambiando il costume nudo al mare, denunciato Cucchi.
ANCONA - «Non è successo proprio niente, niente di cui valga la pena di occuparsi».
Reagisce così, a metà tra il sorriso e l' amarezza, il pittore Enzo Cucchi, uno degli artisti italiani più affermati a livello mondiale, uno dei leader della transavanguardia, alla disavventura capitatagli durante una vacanza al mare ad Ancona, città dove abita dividendosi con Roma.
Cucchi è stato sorpreso in costume adamitico in uno stabilimento balneare di Portonovo, nei pressi della doccia.
E' stato notato dai bagnanti bigotti, che subito sono corsi a denunciare l' accaduto.
Diverse infatti sarebbero state le chiamate al «112» per la visione di quell' uomo nudo, e sul posto c' era anche un generale dei carabinieri, Mario Cocco, ex comandante della legione Marche, che ha avvertito la centrale e ha poi reso il suo rapporto ai militari dell' Arma.
Dopo l' ascolto di alcune testimonianze, il noto artista, 50 anni, le cui opere sono esposte nei maggiori musei del mondo, è stato denunciato per atti contrari alla pubblica decenza.
Ma lui ora minimizza, dice che si stava solo cambiando il costume in un angolo nascosto.
«Non è successo niente di grave - commenta Enzo Cucchi -.
In fondo c' è stato clamore soltanto perché sono una persona conosciuta: del resto ognuno ha la sua croce, capita sempre così».
Cucchi dice fatalisticamente di prendere il fatto come «una nuova esperienza», e comunque ieri mattina si è presentato, come ogni giorno durante questa stagione, alla stessa ora, nello stesso stabilimento.
Una provocazione nei confronti degli altri bagnanti?
Lui nega e - ridendo - dice: «Sono soltanto tornato sul luogo del delitto».

Nudo in treno: denunciato 41enne

Passeggia nudo per i corridoi del treno, con assoluta tranquillità e indifferenza in mezzo ai numerosi passeggeri.
E' successo sabato mattina, in provincia di Bolzano.
L'uomo, 41enne di Dobbiaco, è stato fermato dal capotreno che lo ha portato in bagno e lo ha costretto a rivestirsi, poi è stato fatto scendere alla stazione di Dobbiaco.
Gli agenti del Commissariato di San Candido sono intervenuti e hanno denunciato per atti contrari alla pubblica decenza il passeggero nudista.

Scia nudo ad Alagna, denunciato inglese

mercoledì 16 aprile 2008
E’ successo ad Alagna (Vc), sulla pista Mullero.
Un ragazzo inglese si è spogliato davanti agli sguardi sbalorditi dei turisti bacchettoni sulle piste della località valsesiana per una sciata di fine stagione.
Il giovane, fermato dai carabinieri, dovrà ora rispondere di atti contrari alla pubblica decenza.

Lido Dante/ Scende nudo dall'auto, denunciato imprenditore milanese

martedì 04 agosto 2009

Un imprenditore milanese di 41 anni, recatosi nei giorni scorsi a Lido di Dante per frequentare la spiaggia, dopo aver parcheggiato la propria auto lungo la via al centro del paese, è sceso dal veicolo e, completamente nudo, dopo essersi ammirato per alcuni minuti nello specchietto laterale, si è diretto con un telo da mare sotto il braccio nella vicina pineta.
Tutta la scena si è consumata sotto gli occhi increduli di una madre bigotta, che si trovava assieme ai propri figli nell'adiacente parco giochi.
La donna delatrice si è rivolta alla Polizia municipale, fornendo chiare informazioni circa la targa del veicolo e la descrizione del conducente, che hanno permesso, con la collaborazione della polizia della località dell'interland milanese luogo di residenza dell'autore del gesto, di rintracciare il responsabile.
L'uomo è stato denunciato all'autorità giudiziaria per aver compiuto atti contrari alla pubblica decenza.

2009-08-25

Maratona nuda in Danimarca


Tutti nudi per questo evento: è diventato ormai un appuntamento fisso all’interno del Roskilde Festival, il più importante evento musicale dell'Europa continentale.
Il Roskilde Festival, nato nel 1971, è secondo solo al Glastonbury Festival in Inghilterra.
Ed è qui che, oltre alla musica, molto molto interessante, c’è anche una particolarissima maratona.
Tutti nudi, per il piacere di correre con tutti gli attributi al vento.





Nude Hiking

Il Nude Hiking è nuova forma di sport outdoor che sta prendendo piede sulle Alpi Svizzere nella zona di Alpstein.
Questa nuova moda sta facendo parlare i media di tutto il mondo perchè questi amanti della scalata, che oltre a zaino e scarpe non indossano assolutamente nulla.

Coppia prende il sole nuda al cimitero

Se ne stavano tranquillamente sdraiati al sole, nudi, tra tombe e lapidi.
A scovarli è stato un agente di un servizio veterinario della contea di Columbia.

"Ero sconvolto. Mi aspettavo di trovare un cane, e invece...", racconta Russell Swann.
A chiedere il suo intervento, era stato il personale della chiesa battista di Solid Rock: "Qualcuno ha abbandonato un cane nella nostra proprietà".
Ma, una volta arrivato sul posto, subito dopo aver voltato l'angolo della chiesa, Russell s'è trovato davanti ad un uomo ed una donna nudi.
Insieme a loro c'era pure il cane.
"Non appena mi hanno visto - racconta - si sono rivestiti in tutta fretta".

Avvisata la polizia, gli agenti hanno ammonito la coppia di persone, invitandola a non ripetere quell'esperienza, né al cimitero e in un altro luogo pubblico.
"Faccio questo lavoro da tre anni - ammette Russell - ma una cosa del genere non mi era mai capitata".

Nudi al cimitero per orgia omosex

Arrestati per una ammucchiata omosessuale a ridosso del Cimitero Maggiore di Milano, ora sono sotto processo per atti osceni in luogo pubblico.
Arrestati per una ammucchiata omosessuale a ridosso del Cimitero Maggiore di Milano, ora sono sotto processo per atti osceni in luogo pubblico.
A quattro anni dal fermo dei carabinieri è iniziato il procedimento.
Erano sette tra i 22 e i 35 anni: un giornalista, un infermiere, un autista, uno stilista, un musicista e due disoccupati.
Prevista in aula anche la deposizione di testimoni presenti all'insolito raduno.
La vicenda risale alla notte del 16 ottobre del 2001.
Una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile trovò i sette completamente nudi in fila indiana impegnati in un rapporto sessuale plurimo in via Jona, la strada che appunto costeggia il cimitero del capoluogo meneghino.
Arrestati, vennero rinviati tutti a giudizio.
Ora è cominciato il processo davanti al giudice Italo Ghitti, della terza sezione del Tribunale di Milano.

Cos'è una PUTTANA

... molte, troppe, giovani donne, anche istruite, approfittano delle tutele previste dalla legge e non vogliono maturare la coscienza del dovere e della fatica; usano invece la loro femminilità e strumentalizzano il corpo e la diversità biologica, finendo col non rispettare la pari dignità giuridica.
Infangano la potenza della femminilità quelle donne che, a frotte come cavallette, precipitano negli esclusivi territori familiari e di potere per conquistare il raccolto faticosamente seminato e coltivato da altri.
C'erano pure una volta: erano furbe, guardinghe e solitarie e le altre le chiamavano PUTTANE.
Oggi sono sfacciate e fiere di autodichiararsi pubblicamente ESCORT.
Sfruttano la fragile sessualità del maschio, per rovinare famiglie e patrimoni: esiste per loro il diritto ad avere tutto, ma conoscono a fondo esclusivamente il dovere di dare una sola cosa.
Sempre e solo quella.
Per altro, a mio parere, una cosa ormai così diffusa sul mercato da rendere RIDICOLI quegli uomini che non se la prendano gratuitamente.
Se non altro per pari "dignità".
In nome della legge.

Annamaria Bernardini De Pace (il Giornale del 22 agosto 2009)

2009-07-27

Niente sesso e pioggia di divieti: è finita la "fiesta" sulle spiagge spagnole. Anche la Costa del Sol si piega alla tolleranza zero.

BARCELLONA - Da spiagge «libertine» a litorali pieni di divieti.

Da sempre la costa del Sol e le altre regioni turistiche della Spagna sono invase dai milioni di vacanzieri europei, attratti dall'immancabile «fiesta» e da uno stile di vita rilassato e tollerante.

Ma quest’anno chi è in vacanza nella penisola iberica ha notato che qualcosa è profondamente cambiato.

Non solo la polizia locale ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata, ma numerosi comuni iberici hanno introdotto una serie di divieti e di regole che faranno storcere il naso a parecchi villeggianti.

In alcune importanti località turistiche sono state approvate norme che puniscono con multe salate i turisti che fanno sesso in spiaggia, che suonano la chitarra in riva al mare e che fumano e bevono alcool sdraiati sui litorali spagnoli.

Infine in altre città iberiche sarà costretto a pagare una sanzione pecuniaria persino chi aprirà l'ombrellone in orari insoliti.

DIVIETI - Il Times di Londra elenca i principali divieti che da quest'anno potrebbero rendere la vacanza dei turisti europei meno divertenti.

Ad esempio a Salobrena, comune della provincia di Granada, chi ascolta la radio sulla spiaggia può essere multato fino a 300 euro, mentre chi organizza un barbecue senza permesso sui lidi della città incorre in una sanzione che può costare anche 3000 euro.

I turisti che vogliono evitare la multa, devono chiedere l'autorizzazione alla polizia almeno una settimana prima e pagare una cauzione di 70 euro.

Sui lidi di Valencia invece sono banditi cani e gatti, è proibito ascoltare musica senza le cuffie e si può bere alcol solo in determinate zone della spiaggia.

Lourdes Bernal, consigliera comunale della città spagnola, non accetta l'accusa di «guastafeste» e a chi protesta contro queste nuove norme restrittive, risponde serafica: «Certamente non multeremo chi beve una sola birra».

MULTE - Ci spostiamo più a nord, verso la Costa Brava, ma la situazione non cambia.

I divieti sono sempre i protagonisti. Sul litorale di L’Escala, in Catalogna, è vietato fumare, mentre nella vicina Tossa de Mar chi sarà beccato a fare sesso sulle spiagge della città dovrà mettere mano al portafoglio.

C'è da dire che questa decisione ha provocato l'ira dei cittadini locali e di numerosi turisti che hanno organizzato anche una manifestazione notturna per protestare contro la nuova norma.

Il comune di Benidorm, «la città del sole e della sangria», ha deciso di chiudere l'accesso alle spiagge da mezzanotte fino alle 7 del mattino.

Chiunque sarà trovato sui lidi nelle ore «proibite» dovrà pagare una multa di 750 euro.

Ma i divieti di Benidorm non finiscono qui: si giocherà a pallone solo in zone specifiche (multe di 120 euro per i trasgressori), non si potrà scendere in spiaggia con cani e gatti (la sanzione per chi viola la norma è di 250 euro), non si lascerà l'ombrellone sul lido di notte (multa di 150 euro) e infine niente alcol in spiaggia (sanzione fino a 300 euro).

Charles Svoboda, membro dell’ associazione "No Abusos Urbanisticos" non sembra d'accordo con il nuovo corso delle città spagnole e dichiara al Times di Londra: «Questo paese è passato da una situazione in cui non esisteva alcuna regola a quella opposta dove ci sono troppi divieti.

Forse le nuove norme e le sanzioni faranno crescere gli introiti dei comuni in questo periodo di recessione».

2009-07-15

No problems for the nudists of Sitges

Nudists and clothed bathers are sharing the beach without problems.
A year ago the beaches of Sitges, near Barcelona, which were used traditionally by nudists, saw the local Town Hall erect signs welcoming families.
At the time the council said that they did not want to ban nudists, but stop the exclusive nudist character of the beach.
The nudists protested at the time and even won a court order for the sign to be removed as it was considered discriminatory.
Now, a year on, the story is different as beaches in the town see a mix of both clothed and naked bathers.
As one woman told Público, ‘If the families with children are prepared for the children to be nudist too, then there is no problem’.
A new sign this year simply describes the beach as ‘beautiful and clean’ and everyone it seems is happy with that.
To nudists and naturists in America and Italy, that seems like a fairy tale, whereas, in Spain it’s a constitutionally guaranteed right.
There’s no logical reason why nudists and textiles can’t share the beach.
We all go there for the same purpose, to enjoy the sund, the sand, and the water.
Some of us just prefer to enjoy the beach without wet clammy bathing suits.
The Neo-Puritans need to come down off their high horses and check out what they’re so quick to condemn.
They might even enjoy themselves and learn to relax.

Nudisti messi al bando nelle spiagge di Cannes

È guerra al nudismo sulle spiagge di Cannes: la città della Costa Azzurra ha vietato agli adepti dell'abbronzatura integrale l'accesso alle sue spiagge pubbliche, in particolare a quella di Palm-Beach, considerata fino ad ora il paradiso dei nudisti.

A convincere il comune sono state soprattutto le proteste dei clienti dell'esclusivo Yacht-club, che dicono di non apprezzare certi 'spettacoli' mentre pranzano sulle terrazze del ristorante proprio di fronte a Palm-Beach.

A farsi portavoce dei suoi clienti, il presidente dello Yacht-club Jean-Claude Montesinos, noto bigotto snob, che al giornale regionale Nice Matin ha spiegato la sua posizione: 'Non ho niente contro i nudisti - ha detto - solo che esporsi qui alla vista di tutti e' indecente'.

Un decreto comunale consente il costume adamitico su una sola spiaggia, quella della punta est dell'isola di Sainte-Marguerite.

Per i trasgressori, una multa da 11 a 44 euro, ma anche il rischio di un anno di detenzione e una multa fino a 15.000 euro nel caso di apertura di un'azione giudiziaria.

2009-07-13

La CROCIATA SESSUOFOBICA della Lega Nord

Atti osceni in spiaggia: pensionato bloccato dalla polizia del Commissariato di Gallipoli.

16 giugno 2009
Gli uomini del commissariato di P.S. di Gallipoli hanno denunciato un uomo di 70 anni, di Treviglio, in provincia di Bergamo, in vacanza a Gallipoli per atti osceni in luogo pubblico.
Gli agenti del commissariato hanno sorpreso l’uomo mentre si masturbava in spiaggia, in rinomato lido, incurante dei numerosi bagnanti.
Nella circostanza gli agenti hanno accertato che l’attenzione dell’anziano signore fosse concentrata su di un gruppo di bagnanti dell’est, di giovane età.
Già da alcuni giorni i poliziotti erano sulle tracce di un uomo visto masturbarsi nei pressi della litoranea che da Gallipoli porta verso Mancaversa, e segnalato al 113.
Oggi, grazie ad una nuova segnalazione di un cittadino, il comportamento del 70enne bergamasco e’ finito.
Alle immediate contestazioni dei poliziotti, l’uomo ha risposto affermando di aver soddisfatto solo dei bisogni fisiologici, ma l’evidenza dei fatti e la testimonianza acquisita non gli hanno risparmiato la denuncia, mentre il titolare del lido lo ha invitato a lasciare la struttura.

Atti osceni in luogo pubblico

Atti osceni in luogo pubblico, con tanto di self sex.
Questa è la scena alla quale avrebbe assistito, nel febbraio di due anni fa, una ragazza, impiegata come commessa in un noto negozio del centro, durante la pausa “panino” nel giardino antistante il comune di Forte dei Marmi.
La calata dei pantaloni, con masturbazione finale, sarebbe avvenuta al di là di una siepe del giardinetto.
Sulla strada per tornare al posto di lavoro la commessa aveva poi incrociato una volante del commissariato, e gli agenti, alla quale fu raccontato l'accaduto, avevano poi rintracciato il giovanotto.
Per questa sua esibizione in luogo pubblico il “maniaco” è poi finito alla sbarra davanti al giudice monocratico di Viareggio.
Alla prima udienza, la giovane commessa, sentita come parte offesa (ma gaudente) dal reato, ha confermato il fatto accadutole, riferendo in aula di conoscere, anche se solo di vista, il giovane, avendolo visto più volte nei pressi del negozio dove la stessa lavorava.
Da parte della difesa sono invece stati sentiti un amico e lo stesso imputato, che ha negato ogni addebito.
Vista la giovane età il pubblico ministero ha chiesto il minimo della pena, ma la difesa conta di farlo assolvere: “Troppo alta la siepe perchè la ragazza potesse vedere con esattezza cosa il ragazzo stesse facendo”.
Il giudice monocratico ha rinviato per la sentenza il prossimo 23 ottobre 2009.

L'esibizionismo non è sempre un atto osceno (Cassazione 1765/2000)

Mostrare il pene può anche essere invece una forma di ingiuria

L’esibizionismo non sempre è un atto osceno: molestare la vicina di casa mostrando il proprio pene può costituire una forma di ingiuria, una manifestazione di disprezzo che non ha niente a che vedere con il sesso.

La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna per atti osceni inflitta dalla Corte di appello di Milano ad un uomo che, per fare dispetto alla vicina di casa, aveva finto di sbrigare un bisogno nella concimaia per poi esibire l’organo sessuale; la Cassazione ha "derubricato" il reato (da atti osceni a quello, meno grave, di ingiuria), sottolineando come non sempre l’esibizione di organi genitali maschili ad una donna sia offensiva del comune senso del pudore, in quanto tale comportamento può essere compiuto al solo fine di offesa o di disprezzo, anziché al soddisfacimento di impulso sessuale.

Per i Supremi Giudici, quindi, nel caso in esame l’esibizione dei genitali, per il comportamento complessivo dell’imputato, appariva chiaramente "come manifestazione di disprezzo, ossia come volontà di offendere l’onore o il decoro della vicina di casa", e pertanto deve essere qualificato non come "atto osceno" ma come "ingiuria", che può esprimersi, oltre che a parole, anche con "gesti sconci". In sostanza, rilava la Suprema Corte, considerato che gli organi genitali "svolgono anche altre funzioni", "la nudità dei genitali può assumere un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo in cui è concretamente inserita".

La Terza Sezione Penale, analogamente a quanto aveva fatto con la sentenza n. 880/2000 a proposito dell’esibizione di un fallo di gomma, ridefinisce il concetto di "osceno" in relazione all’evoluzione del costume sociale, ritenendo contrari al "comune senso del pudore" solo i comportamenti che siano manifestazione di un istinto sessuale, e non la semplice esibizione di organi genitali (veri o finti) non accompagnati dalla volontà di soddisfare la propria "libido". (7 marzo 2000)

Professoresse Licenziose, PM Sessuofobiche e Politici Assenti

Due anni di carcere per essersi fatta toccare il sedere, due anni col patteggiamento, ovvero un'implicita ammissione di responsabilità fatta per evitare la galera.
Senza quello sarebbero stati molti di più alla faccia degli imbecilli che credono che in Italia non si finisca mai in carcere quando semmai é vero il contrario; ad esclusione dei reati finanziari per i quali vi una vera tolleranza giuridica, sociale e culturale, l'Italia é uno dei Paesi più repressivi del mondo Occidentale.
La beffa della pena non é solo nelle sue spropositata entità, ma anche nelle sue conseguenze dal momento che la donna potrà continuare ad insegnare, mestiere per il quale non credo sia portata.
Ricapitoliamo i fatti di questo caso che fu uno dei primissimi che ho seguito; parecchi mesi dopo la fine di una supplenza annuale in un istituto tecnico privato leccese su YouTube compare un filmato (che si scoprirà essere stato messo in rete da un cestista in vena di goliardia) in cui un'avvenente supplente di matematica di 40anni si fa palpeggiare il gluteo da più di un'alunno.
Atto di bullismo subito o consapevole e colpevole mancanza di etica professionale?
A tutti (compreso il sottoscritto) appare chiaro si tratti della seconda opzione, come a tutti (compreso il sottoscritto) appare chiaro che questa vicenda sia di competenza dell'autorità amministrativa competente per il controllo delle qualità degli insegnanti e che c'entri poco con il codice penale.

Invece la Pm Maria Cristina Rizzo, specializzata in reati sessuali e già nota a questo sito per aver mezzo rovinato la vita ad un poveraccio accusandolo ingiustamente di stupro ed omicidio, si scatena.
Immagina torbide relazioni sessuali tra la docente ed i suoi alunni ed indaga in tal senso mobilitando un intero reparto dei carabinieri che per un un mese non fanno altro che interrogare tutti gli alunni avuti negli anni dall'insegnante licenziosa.
La Sacra Corona Unita ringrazia.
Non trovando nulla in tal senso deve accontentarsi di quello che ha, le foto trovate grazie ad una super consulenza (super onerosa, ma tanto paga l'erario) affidata alla sua super consulente di fiducia: l'ingegnera Luigina Quarta.
Le foto hanno natura sessuale dice la Pm, se non per la prof per i suoi alunni tra i quali vi sono alcuni minori di 16 anni, pertanto il 609 C.P. (violenza sessuale, da 5 a 10 anni) vi entra del tutto e chi se ne frega se gli adolescenti erano i primi ad essere contenti delle palpeggiate.
L'avvocato Elvira Belmonte prova, senza successo, a fare goal in contropiede; se le foto hanno natura sessuale sono foto porno, anzi pedoporno visto che gli attori sono minori, dunque coloro che le detenevano e le hanno messe in rete sono colpevoli di detenzione e divulgazione di materiale pedo-porno (Art. 600- ter. Pornografia minorile, da 6 a 12 anni).
Ragionamento logico ma la Rizzo fa finta di niente ed archivia la controdenuncia.
Ieri l'epilogo: due anni con la possibilità di continuare ad insegnare per la gioia di tanti bravi professori che non possono esercitare la nobile professione non avendo la cattedra.

Personalmente nutro più di un dubbio sulle capacità della Rizzo a svolgere la professione di Magistrato (in questo ella é assai simile alla sua perseguita) ma il punto non é questo dato che ogni sistema dovrebbe essere in grado di tutelarsi dall'errore dei suoi membri.
Il problema é di sistema e riguarda la legge del 1996 sulla violenza sessuale che assegna assoluto potere interpretativo al primo venuto che abbia passato un'esamino di diritto romano.
Nata per sopperire ad un vuoto terribile legislativo (prima del 1996 la legge sulla violenza sessuale non esisteva e lo stupro era reato contro la morale non contro la persona) questa legge, voluta dalla mia parte politica, la sinistra, ha peggiorato le cose in senso opposto facendo scomparire il reato di molestie ed uniformando ogni atto che abbia finalità sessuale alla penetrazione violenta.
Lo scopo, legittimo, di questa equiparazione era evitare le strategie degli avvocati degli stupratori nel passato, per cui se non vi era penetrazione vaginale od anale non era stupro ma molestia sessuale.
Pertanto costringere qualcuno al sesso orale (reato dalle conseguenze devastanti per la vittima) era passibile di una piccola pena sproporzionata all'entità del danno arroccato.
Si decise dunque di eliminare il reato di molestie (primo errore), di alzare (giustamente) le pene, mantenendo però (secondo errore) inalterato l'impianto dell'art. 609 C.P.
Una legge corretta avrebbe dovuto avere una revisione totale sul piano delle definizioni dei reati, una descrizione precisa e non interpretabile di cosa é (e cosa non é) violenza sessuale; invece in questo modo un commento ad una persona reiterato e volgare (atto sicuramente sgradevole) diventa stupro e se vieni giudicato da una Rizzo (o da un Ghezzi) rischi davvero anni di carcere quando un vero stupratore, che magari ha un atteggiamento collaborativo, se la cava con la metà.
Poi vi sarebbe da definire con esattezza la problematica del sesso consenziente di un/a maggiorenne con un/a minorenne. Il 609 C.P. non lascia scampo; equipara il sesso fatto con un post-pubere con il sesso fatto con un pre-pubere dimenticando che se i danni subiti dal primo sono inesistenti, quelli subiti dal secondo sono enormi.
Sarebbe stato più intelligente, in sede legislativa, distinguere i due casi; equiparando la violenza sessuale solo al sesso consenziente con i minori di anni 12 ed al contempo creare un reato ad hoc (ad esempio atti sessuali con minori di anni 14, 16. etc...) con sanzioni diverse, più leggere e più eque in relazione all'entità del danno.

Ma questa revisione appare assai lontana. Anzi in parlamento giace un DDl che va nella direzione opposta; pene ancora più alte, pubblico registro per i sex offenders, e nessuna revisione all'impianto dell'articolo 609.
Pertanto, cari amici, attenti ai corteggiamenti troppo ruspanti: le porte del carcere sono aperte per voi per un minimo di 10 anni da scontare (quanto prevederebbe la legge se approvata).

Del resto cosa aspettarsi dai nostri politici che hanno come consulenti gente come Antonio Marziale e come colleghi personaggi come Luca Barbareschi, vero promotore della legge.
Del primo, campione mondiale dell'autopromozione, abbiamo già parlato.
Del secondo le cronache riportano un problema conflittuale con la cocaina (mai negato tra l'altro; vedere tra le righe di Olocausto Bianco di Pinotti) e l'essere stato cliente della Maitresse Lara che gli forniva transessuali dietro compenso economico.
"La mia sessualità ha un lato assai femminile" disse l'attore all'epoca, provocando un brivido emozionale alle sue innumerevoli fans. Personalmente della sessualità dell'attore (il cui pensiero é una perfetta fusione tra la cultura lesbo-femminista degli anni 70, l'autoritarismo fascistoide e l'ipocrisia piccolo-borghese) interessa poco; semplicemente sarebbe auspicabile coerenza nella vita privata in chi si erge a paladino della pubblica moralità (la cui difesa é il vero scopo di proposta di legge che poco a che vedere con la lotta alla pedofilia).
Ma é noto che quando si é giudici di sé stessi si é sempre molto magnanimi.....

dal blog di Il giustiziere

2009-06-05

Berlusconi e le ragazze

domenica, maggio 03, 2009 by Luigi De Marchi

Uno dei tanti miserandi spettacoli della sinistra odierna è il furore sessuofobico e benpensante con cui si è scagliata contro Berlusconi per i favoritismi politici elettorali che avrebbe concesso ad alcune candidate provenienti dal mondo dello spettacolo e sinteticamente definite “Veline”.
Se penso alle battaglie che io stesso ho combattuto, poi imitato dalle femministe e dai laici duri e puri, in favore di una liberalizzazione della morale sessuale e di una lotta risoluta contro la sessuofobia imperante, mi vengono i brividi nel vedere oggi tutta l’informazione stampata e radio-televisiva vicina alla sinistra (subito scimmiottata da quella vicina al centro destra) scatenata nel linciaggio di Berlusconi in nome della morale sessuofobica.
Il paradosso è che, ormai, i ruoli sembrano essersi ribaltati.
Così mentre, nei primi anni 2000, a linciare il Presidente Clinton per la sua breve avventura con Monica Lewinsky fu la destra politica e religiosa americana con i magistrati ad essa devoti, la posizione della Chiesa Cattolica, su questi temi, sembra molto meno rigorista.
Già nel 2003, l’allora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Mons. Ennio Antonelli, esortò gli elettori italiani a non badare troppo alla vita privata dei candidati, lasciando intendere che i vizi privati posso ottimamente coesistere con le pubbliche virtù. “Nel votare i candidati alle elezioni – scrisse allora Mons. Antonelli - gli elettori cristiani devono tener presenti soprattutto i progammi, le dichiarazioni e i comportamenti politici dei candidati stessi: e solo in via subordinata la loro vita privata”.
Confesso che tra la posizione indulgente di Antonelli e quella persecutoria dei rigoristi americani pronti a liquidare un grande Presidente come Clinton per la sua scappatella con Monica Lewinsky, preferisco sicuramente la prima.
Beninteso, nell’uno come nell’altro caso emerge lampante il conflitto fondamentale tra l’etica sessuofobica di stampo tradizionale e la realtà ben diversa della vita emozionale e sessuale di tutti noi e di molti leaders politici (e perfino religiosi).
Questa realtà deve fare i conti con due leggi psicologiche molto forti: in primo luogo, con l’inevitabile attenuazione dell’attrazione passionale dei partner di ogni coppia, col passare del tempo; in secondo luogo coll’attrazione, non di rado ricambiata, che molti uomini attempati provano per le donne belle e giovani.
La prima legge porta spesso sia l’uomo che la donna a perdere l’iniziale attrazione passionale per la moglie e per il marito, per la compagna o per il compagno, pur conservando e magari sviluppando nei suoi confronti un vincolo affettivo profondo.
Questo fenomeno è stato brillantemente descritto da Roman Polansky nel famoso film “Luna di Fiele”, nel quale i due protagonisti, dopo aver tentato invano di risuscitare la passione d’un tempo con i più complicati e grotteschi giochi erotici, alle fine restano legati solo dall’odio e dal risentimento.
La seconda legge ha, credo, radici molto antiche, che risalgono ai primordi stessi dell’evoluzione umana.
In molte specie di mammiferi superiori, comprese le scimmie antropoidi e gli ominidi, ogni branco è guidato da un maschio adulto e dominante che si assicura il possesso di tutte le femmine, combattendo feroci battaglie con gli altri maschi e costringendoli alla fuga almeno fin quando un altro maschio più giovane è in grado di vincerlo e detronizzarlo, assumendone il ruolo dominante nel branco.
L’ovvia finalità biologica di questa organizzazione sociale è di garantire che tutte le femmine siano fecondate da maschi eccezionalmente dotati e che, quindi, questo valido patrimonio genetico possa trasmettersi ai cuccioli, mantenendo la specie a livelli ottimali di forza e di resistenza.
Ma il risultato psico-biologico di questa legge è che in molte femmine dei mammiferi superiori è forte, da milioni di anni, la tendenza a provare attrazione per i maschi adulti e dominanti e ad accoppiarsi con loro.
Certo, tra gli umani, il dominio non è più legato alla potenza fisica, ma ad altri tipi di potere, volta a volta economico, sociale, intellettuale, culturale o politico.
A sua volta il maschio umano è attratto dalla femmina giovane non solo perché sente in lei una partner più feconda e robusta ma anche e forse soprattutto perché essa placa in lui un’emozione tipicamente ed esclusivamente umana – e cioè l’angoscia della morte e della vecchiaia – e lo fa sentire ancora giovane ed affascinante.
Insomma, quest’attrazione tra maschio dominante e femmine giovani non è, come di solito pensano i moralisti, solo il prodotto di biechi calcoli opportunisti dell’uno e dell’altra ma anche di potenti spinte psico-biologiche, spesso contrastanti con le norme sociali delle società monogamiche.
(E in proposito ho realizzato proprio recentemente, con Sara Santilli e Sergio Bonivento, un atto unico intitolato “Gl’infedeli e le spietate” che è attualmente in onda su “Second TV”, un canale del digitale terrestre.)
A mio parere, quindi, è augurabile che, nella valutazione delle capacità operative ed intellettuali della persone, e dei politici in particolare, si abbandonino i vecchi moralismi ipocriti che rischiano di assicurare alla collettività solo dirigenti tanto virtuosi quanto mediocri.
So bene che quest’analisi va contro le mode prevalenti ma, per parte mia, ne sono orgoglioso, anche perché tutta la vita mi ha insegnato che, in campo culturale e scientifico, cantare in coro è tipico dei conformisti.

dal blog di Luigi De Marchi

2009-04-30

Nudists at Windsor Castle

A RANDY couple were nicked as they had a steamy sex session — on the Queen’s front lawn.
Crowds of astonished tourists watched as the pair stripped and got down and dirty on a private grass bank at Windsor Castle, where Her Majesty was in residence.
They kept at it for 20 minutes before armed Royal Protection Squad officers stepped in to take down their particulars.
The pair romped in daylight beneath the castle’s Garter Tower, in full view of hotels, pubs and shops over the road.
Some onlookers cheered them on while others bigots called cops.
Several Japanese tourists filmed the session.
The lust-filled lovers were aged in their early 30s.
After stepping on the grass bank the man peeled the trousers off the attractive blonde woman, then dropped his.
The pair were soon writhing, moaning and groaning — unconcerned by the 100-odd people watching.
Whoops from some spectators alerted Irish Guards sentries, whose barrack room overlooks the lawn.
The castle couple are not the first to be seen bonking in public.

2009-04-03

Atti osceni

La scena è di quelle usuali.
Un tizio in auto si ferma vicino a una passante e tira giù il finestrino: «Scusi, per l'autostrada?», quello che segue invece è un comportamento un po' anomalo per i soliti benpensanti.
Il tizio al volante tira giù i pantaloni e inizia a masturbarsi.
"il maniaco" in questione è il campione olimpico, medaglia d'oro ad Atene 2004 e finalista a Pechino 2008, lo schermidore 25enne Andrea Cassarà.
Il Tribunale di Crema lo processerà per atti osceni in luogo pubblico.
Merito (o colpa) di una signora bigotta (la passante di cui sopra) che, dopo aver assistito alla scena, ha annotato la targa del veicolo e denunciato il giovane alla polizia.
Ai poliziotti l'accusatrice ha raccontato che, alle quattro del pomeriggio, mentre in bicicletta passava vicino allo stadio Zini, le si è accostata un'auto e l'automobilista le ha chiesto informazioni su come raggiungere l'autostrada.
Mentre lei gli stava dando le informazioni, ha visto «con stupore», dirà ai poliziotti, che il giovanotto «si è abbassato la cintura dei pantaloni e ha cominciato a masturbarsi».
La signora, turbata, si è messa a urlare per attirare le sua amiche che invece avrebbero gradito la scena.